Come avviare un progetto editoriale online partendo con il piede giusto

Piano progetto editoriale online
Marco Ponteprino

Marco Ponteprino

Articolista, Copywriter, Newser e SEO. Grande appassionato di scrittura e web, grazie ad anni di studio e pratica, sono riuscito a coronare il mio sogno e a lavorare stabilmente sulla rete come contet web creator.

L’avvio di un progetto editoriale online, sia esso con finalità di profitto o semplicemente per una realizzazione personale, necessita di grande attenzione per i dettagli.

Magari anche a te è balenata l’idea, almeno una volta nella vita, di avviare un sito/portale dedicato al tuo hobby preferito. Rispetto a un semplice blog, un progetto editoriale va ad abbracciare un argomento su più canali, coinvolgendo anche i social network e non solo.

L’entusiasmo, l’inesperienza e la frenesia però, possono portare a piccoli errori strategici che, con l’ampliarsi degli orizzonti, si trascinano dietro i difetti iniziali creando nel tempo delle vere e proprie voragini.

In questo articolo voglio cercare di fornirti alcuni consigli pratici su come iniziare un progetto editoriale online, partendo con il piede giusto e con piena coscienza di ciò a cui stai andando incontro.

Cominciare un progetto editoriale online al meglio è un ottimo modo per assicurargli un futuro di successo

Dall’esperienza che ho maturato in questo settore, ho capito ben presto che l’entusiasmo è un’arma a doppio taglio. Le idee, anche ottime, si affollano in maniera caotica nella mente e spesso trovare una collocazione ordinata di tutto ciò che hai in testa non è così semplice.

In questa fase, soprattutto se nel progetto sono coinvolti più fondatori, è indispensabile pianificare tutto su carta. Questo metodo di lavoro, che personalmente uso in varie occasioni, permette di poter rendere visibili idee altrimenti impalpabili.

Una volta che queste sono messe letteralmente su carta, è possibile scartare quelle meno attuabili oppure sviluppare il progetto in altre direzioni. Dunque, armato di carta e penna puoi finalmente cercare di porre le basi del tuo piano di lavoro.

Quali argomenti affrontare e come affrontarli: viva la verticalità!

Poniamo, per esempio, che tu sia un assiduo lettore che ha deciso di aprire un portale dedicato a questo hobby. Il tema principale di questo teorico progetto, dunque, saranno i libri e la lettura.

Come in molti altri casi, questo tema va ad affrontare una mole di contenuti pazzesca. A meno di non avere a disposizione una squadra editoriale già ben preparata e affiatata, nonché ferrata nel settore, è impensabile riuscire a coprire interamente il tema libri.

In tal senso puoi agire focalizzando il tuo lavoro su alcune precise direzioni editoriali. Per prendere una linea certa e “verticale”, devi chiederti, per esempio, di quali generi di libri occuparti: per adulti o per ragazzi? manuali tecnici o romanzi? In quest’ultimo caso, quale/i genere/i di letteratura specifica trattare? (fantascienza, rosa, gialli, thriller o altri).

Ovviamente la verticalità degli argomenti può essere affrontata in base anche ad altri parametri trasversali. Vuoi trattare autori italiani o stranieri? O forse di un preciso paese? Oppure ancora puoi scegliere se focalizzarti su libri cartacei o eBook.

La scelta di una o più selezioni, in questo ambito come in qualunque altro, ti permette di disegnare una nicchia su misura. Ovviamente, ti starai facendo una domanda più che logica, ovvero:

Così facendo, non rischio di avere meno visite?

Questa domanda è più che lecita e la risposta va ricercata nel fine del tuo progetto editoriale e nel modo in cui intendi monetizzare.

Se pensi di poter raggiungere decine e decine di migliaia di visite al giorno, puoi puntare su introiti da sistemi come Google AdSense. In questo caso, puoi mantenere un tono più generico sul tema trattato, dovendo però competere anche con blog e siti che hanno maggiore esperienza nel settore.

Nel caso intendi monetizzare in altro modo (approfondirò questo discorso in seguito), è meglio prediligere una nicchia del settore, al fine di diventare un punto di riferimento per gli appassionati.

In questo modo, le visite tenderanno a ridursi numericamente, ma gli utenti che visiteranno il sito saranno con tutta probabilità maggiormente interessati ai contenuti che hai da offrirgli e tenderanno ad “affezionarsi” al progetto.

Naming: crea il tuo brand

Una volta che hai delineato con relativa precisione quale nicchia e come affrontarla, devi per forza di cose affrontare il tema naming.

Con il tempo, gli utenti riconosceranno il tuo lavoro collegandolo automaticamente al nome e al logo dello stesso: cerca dunque di avere una scelta di impatto, capace di rendere immediatamente l'idea di ciò che tratti.

Così come il logo, rappresenta il simbolo, la vera e propria “immagine” del tuo intero progetto. Riguardo all’aspetto grafico però, su cui puoi eventualmente lavorare in seguito, la scelta del nome legato alla tua idea è pressoché definitiva.

Questo lo accompagnerà sia per quanto concerne il dominio, sia in ottica social. Diventerà, in parole povere, qualcosa che racchiude tutto il tuo lavoro.

Puoi facilmente capire che questa scelta è estremamente importante e può richiedere anche molto tempo. Questo ragionamento non vale solo per un progetto editoriale online, ma anche per blog o, eventualmente, anche se il tutto si riduce a una semplice fan page di Facebook.

Come monetizzare?

Ok, ha questo punto hai un tema specifico, un nome per il progetto, con tanto di domini collegati e canali social già pronti all’uso. Si tratta di un buon punto d’inizio!

Ancor prima di mettere su il sito, devi capire se e come ottenere incassi. Abbiamo parlato in precedenza di Google AdSense, ma non si tratta dell’unica via percorribile. Articoli su commissione e affiliazioni di vario tipo possono costituire un ottimo metodo per incassare denaro.

Anche se si tratta di un semplice hobby, tieni conto che coinvolgendo più persone dovrai probabilmente pagare i loro servigi. Poter ottenere qualche euro dal tuo sito, dunque, sarebbe comunque molto utile.

Inoltre, tieni conto che molto probabilmente ci vorranno mesi e mesi, se non anni, prima che il tuo impegno renda anche solo qualche centinaio di euro al mese.

Monetizzare online

Struttura del sito

Quando consideriamo un progetto editoriale però, si ragiona anche in termini di sito Web.

Prova a indovinare? anche in questo caso è assolutamente vietato improvvisare!

Ritorna all’inizio di questo articolo. Avevamo parlato di carta e penna, ricordi? Bene, è il momento di utilizzare entrambe.

Ancor prima di mettere mano a WordPress o a qualunque altro tipo di CMS, dovresti avere ben chiaro come strutturare il sito. In tal senso intendo sia i menu e la parte grafica, che le tassonomie e tutto ciò che riguarda la SEO onsite.

Troppo spesso, si comincia con un progetto senza avere ben chiaro come organizzare il sito, causando poi problemi sul medio-lungo termine piuttosto complessi.

In molti casi, il lavoro di chi si occupa di SEO, è proprio quello di operare su siti con una struttura contorta e ideata in maniera approssimativa. Pensaci bene: basta qualche ora di riflessione su come gestire le tassonomie e la struttura del sito, per porre delle solide basi per il futuro.

Pianificare la gestione del lavoro

A meno di rarissimi casi, per avviare un progetto editoriale online degno di tale nome, è bene creare una squadra.

Attorno all’admin (o agli admin) vi saranno diverti articolisti o newser, ma anche eventuali altre figure come grafici, SEO, social media manager e persino PR. Nei progetti più piccoli, è possibile limitare il numero di queste figure o fare in modo che, almeno all’inizio, alcune persone ricoprano più ruoli.

Per comprendere meglio come sono strutturati gli ambienti editoriali che hanno già raggiunto un certo livello di popolarità, ti basta dare uno sguardo al loro sito. La pagina Chi siamo (o simile), dovrebbe presentare una lista di tutte le persone che lavorano abitualmente/saltuariamente per quel sito. Difficilmente saranno pochi!

Non sottovalutare questo punto! Se conti sulla qualità, avrai bisogno di figure volenterose e possibilmente con un po’ di esperienza alle spalle. Mi dispiace anche deluderti ma, a meno di rari casi, difficilmente li troverai disponibili a lavorare gratuitamente.

La conformazione, la preparazione e i tempi di lavoro per ogni singolo progetto, dipendono dalla grandezza dello stesso e dal tema trattato.

Ovviamente non sovraccaricare i collaboratori di lavoro e tieni presente che anche tu avrai una vita al di fuori del progetto. Dunque cerca di non strafare e pianifica i compiti in maniera attenta.

Non spaventarti: soprattutto se hai seguito il mio consiglio di optare per un progetto verticale, puoi cominciare con un ritmo basso e gradualmente ampliare le tematiche trattate.

Preparare un piano e un calendario editoriale

Avere forza lavoro sufficiente a mandare avanti un sito non ti garantisce che la macchina funzioni in maniera perfetta.

Per poter rendere l’impegno quanto più possibile fluido e produttivo, ci vuole un bel po’ di programmazione.

Se, per esempio, vuoi lavorare con le news, dovrai avere a che fare con più pubblicazioni al giorno per mantenere viva la piattaforma. In questo senso, poter anticipare i tempi sapendo quando e cosa pubblicare, può facilitare la vita ai tuoi collaboratori.

In questo caso specifico, alcune news come ricorrenze, appuntamenti particolari o simili possono essere gestite pianificando una copertura adeguata. In altri casi, invece, è necessario un lavoro in tempo reale, con newser svegli e rapidi nella scrittura.

Anche se intendi, per esempio, pubblicare solamente un paio di lunghi articoli a settimana, un minimo di programmazione può esserti pressoché indispensabile.

La gestione dei Social Network

Con un sito funzionante e “alimentato” da contenuti frequenti e di qualità, è poi possibile concentrarsi sul social media management.

Lista Social Network

Non tutti i progetti sono uguali e, a seconda del tema trattato, alcuni settori possono propendere più per una piattaforma rispetto che a un’altra.

Attualmente, Instagram è il social “visuale” per eccellenza mentre Twitter è più votato a breaking news o simili. Tik Tok è particolarmente indicato per chi ha un pubblico più giovane.

Facebook è un evergreen che non muore mai e si adatta un po’ a tutti i tipi di pubblico. In molti casi però, non vanno trascurate anche piattaforme come YouTube e Twitter, ideali per contenuti video.

Ovviamente ne esistono tante altre, alcune delle quali emergenti, più specifiche o con una particolare connotazione territoriale (come VK per la Russia).

La cosa davvero importante è non strafare. A meno di non avere un team appositamente ideato per il social media management, concentrati su poche piattaforme ma utili allo scopo che ti sei prefissato.

Riprendendo il discorso “libri”, Instagram può venirti utile per mostrare le copertine delle opere che recensisci sul tuo sito. Tik Tok, invece, potrebbe risultare più difficile da abbinare a tale argomento.

SEO offsite e PR

Se volevi iniziare un progetto editoriale online e hai seguito i miei precedenti consigli, puoi contare su un’ottima base. Tieni però presente che la concorrenza, anche nelle nicchie meno affollate, è comunque alta.

Come fare per diventare un punto di riferimento del settore? A livello di SEO, dopo aver impostato il sito Web in modo ottimale (sia in ambito di struttura che di contenuti) dovresti cominciare a lavorare con la link building.

Questo non significa comprare link a casaccio, tanto al chilo, ma di fare un lavoro attento e specifico, impegnando tempo e risorse per costruire una struttura intorno al sito che riesca a valorizzarlo.

Si tratta di un tema abbastanza complesso che, per motivi di spazio e tempo non approfondirò in questo articolo. In ogni caso, ne parleremo in seguito.

Sempre nell’ottica di “creare collegamenti” anche il lavoro del PR è indispensabile. Questo permette, oltre che di comunicare con utenti che ti scrivono, anche di poter contattare aziende, altre piattaforme e persino competitor, per creare collaborazioni e, perché no, potenziali occasioni per monetizzare.

E adesso… buona fortuna!

Arrivato a questo punto, puoi contare su un sito funzionante, un team ben organizzato, una diffusione dei contenuti sui social e un indispensabile lavoro per quanto concerne l’ambito SEO (onsite e offsite).

Con un buon PR a tessere una fitta rete di contatti tra altre entità del settore, non puoi far altro che crescere e raggiungere i tuoi obiettivi!

Prima di lasciarti però, vorrei consigliarti anche di approfondire la tematica riguardante la normativa che differenzia blog e testate giornalistiche.

Se il tuo sito non è testata giornalistica infatti, devi dichiararlo apertamente con un disclaimer apposito. Anche se non tutti i portali seguono con pignoleria questa regola, è sempre bene rendere il tuo progetto quanto più possibile inattaccabile legalmente.

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